Chi era Taraschi Berardo?

09 febbraio 2021

Berardo Taraschi nasce a Teramo nel 1915 da una famiglia agiata. Fin da adolescente ebbe a che fare con moto ed auto e da subito dimostrò un grande passione per la meccanica.

Aprì un’officina motociclistica che dedicò alle elaborazioni per le competizioni, nelle quali iniziò a partecipare già a 19 anni, nel ‘34 corse con una Benelli 500.
Ottenne la sua prima vittoria nel ’35 e qualche anno dopo iniziò a partecipare in gare nazionali che fecero risaltare le sue doti agonistiche dovute anche dalla spiccata conoscenza della meccanica.
Gareggiò con una moto self-made nel ’39, la “Moto Taraschi 500”, da quel momento iniziò a commercializzare moto realizzate da lui.


Dopo alcuni anni, si concentrò sulle auto studiandone meccanica e telaistica.
Nacque nel 1946 la prima vettura da competizione, realizzata sul telaio della Fiat 500 Topolino, modificata e rinforzata. Il motore era il boxer della BMW modificato da lui stesso.
L’auto presentate venne chiamata Urania, un biposto sport. L’11 maggio del ’47 fece il suo esordio nel Circuito Automobilistico di Piacenza dove arrivò sul terzo gradino del podio facendo il giro più veloce. 
La telaistica della Topolino però non convinceva Berardo che, dopo poco, decise di sviluppare il progetto creando un Urania di seconda generazione con un telaio specifico tubolare.


Dal ’49 inizio una delle più prestigiose attività sportive, Taraschi infatti strinse un accordo con i fratelli Giannini per la fornitura dei motori.
Da questo nacque la Giaur (unione dei nomi Giannini e Urania) che univa l’eccellenza dei telai di Taraschi e le ottima qualità motoristica della factory romana.
La collaborazione ebbe inizio con la creazione di un motore monoalbero G1 che ebbe molto successo in importanti circuiti e cronoscalate. Pochi anni dopo crearono 50 modelli del nuovo motore bialbero G2.
Fù nel ’53 che vennero fatte delle varianti del modello per la categoria sport. Crearono così la biposto Champion, molto innovativa per il design aerodinamico della carrozzeria.

Nel frattempo, Berardo lavorava su una Ferrari 166 del 1951 (una Formula 1) modificandola ed elaborandola a suo piacimento. La fece partecipare a 14 GP in Italia e riuscì ad ottenere ottimi risultati anche da questo lavoro. Iniziò così nel ’57 a produrre una monoposto per la nuova categoria Formula Junior, la prima fu creata sulla base meccanica della Fiat 1100/103. Corsero con questa fino al 1961 ottenendo numerose vittorie.
Lo stesso anno cessò la produzione agonistica per dedicarsi alla commercializzazione di vetture VW di cui era già concessionario da alcuni anni. 
La Taraschi Berardo del 2020 è ispirata al modello Giuar Taraschi 750 Sport Champion (’53).
Quartieri, il designer, ha ripreso linee e dettagli di quel modello per creare una versione vincente tra le forme del passato e l’impostazione telaistica contemporanea che conferisce all’auto un aspetto unico capace di conquistare gli appassionati dell’epoca e quelli con gusti più attuali. Il design elegante ed aggressivo, combinati con un’ottima aerodinamica, consente di avere grande stabilità e ottime prestazioni alla guida nonostante l’imponente stazza dell’auto (204X498cm).
Alcune delle prese d’aria sono state riadattate al nuovo modello, la parte posteriore risulta originale ed armoniosa.


La carrozzeria dell’auto è stata realizzata interamente a mano, un’impresa ardua ma il risultato fa della Berardo un’autentica scultura su quattro ruote che rispetta la tradizione artigianale italiana e rende omaggio come erede al glorioso marchio del passato.
Ogni dettaglio estetico è stato creato a mano con un imponente mole di lavoro per gli artigiani dell’atelier di Padova Quality Cars, uno dei migliori restauratori di auto d’epoca a livello mondiale.
Il richiamo al passato è molto evidente negli interni che con inserti e particolari di legno alternati a pelletteria di prima qualità forniscono un valore aggiunto all’auto.

Salva questa app sul tuo smartphone per accedere comodamente al sito.

Installa la web App: premi e poi