La piccola peste francese

04 febbraio 2021

Turbo: una parola che nel nome di una automobile suscita nei maschietti sempre un certo effetto.
Con l’avvento delle piccole utilitarie sovralimentate, “Turbo” è diventato sinonimo di performance, rischio, pericolo e tutto quello che si lega al concetto di limite.

Sono ormai passati 40 anni dalla nascita della Renault 5 Turbo.
Un’automobile che ha segnato una generazione, una delle dee indiscusse tra le Youngtimers.
Agli inizi degli anni ’80 si assiste alla mania dilagante da parte delle case costruttrici, di sovralimentare le piccole utilitarie di serie, con l’aggiunta di grandi turbo.

Fu per questo motivo che gli anni ’80 e ’90 ci hanno regalato alcune tra le più indimenticabili automobili, simbolo di una intera generazione.

Una tra tutte, la Renault 5 Turbo era in grado di fare arrossire in accelerazione Supercar di brand più blasonati, considerata un vero osso duro da battere nelle (illegali) gare “casello-casello”.

La R5 Turbo 1 rappresenta una netta evoluzione rispetto alla GT Turbo (più domestica).
La nuova disposizione centrale del motore, la carrozzeria allargata con le numerose prese d’aria e diffusori, la fanno sembra una vettura più da gara che stradale.
In effetti, si tratta della medesima vettura che verrà traghettata nel mitico Gruppo B, sebbene nella versione Maxi Turbo (molto più potente e cattiva).

La Renault 5 Turbo 1 è l’esempio di come non servono grandi numeri per regalare emozioni: la piccola peste monta un motore 4 cilindri in linea da 1400 cc, che sviluppa una potenza di 160 Cv. Numeri che sulla carta non sono esaltanti, ma sulla strada sono molto più che incredibili.
Il sound della vettura è diabolico: lo scarico montato direttamente sul posteriore della vettura non percorre il sottoscocca, causando violenti fiammate e scoppietti in rilascio.

Tutto è così diretto che la Renault 5 Turbo 1 si attaccherà alla vostra pelle come una tuta da pilota.
La trazione posteriore fa quel che può per scaricare sulla strada la coppia proveniente dalla turbina e dal turbo-lag tipico delle automobili turbo degli anni ‘80/’90, ma l’anteriore è chirurgico, preciso.
Il posizionamento del motore direttamente dietro la vostra nuca, crea un intimo rapporto tra auto e pilota: immersi negli interni bicolore (rosso e blu nel nostro caso) ci si ritrova facilmente oltre i limiti di velocità, ipnotizzati dalla lancetta della pressione del turbo che si muove agitata dentro alla strumentazione che è essenziale ma non spartana.

La Renault 5 Turbo 1 riesce a regalare un’esperienza di guida senza filtri, durante la quale le sensazioni predominano le prestazioni. La performance della vettura è piuttosto sensoriale, lasciando un segno indelebile sulla pelle dei pochi fortunati che possiedono una delle sole 1820 auto realizzate.

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