Porsche 911 Carrera 2.7

18 dicembre 2019

La leggenda del "Becco d'Anatra"

Se vi chiedessimo di immaginare una Porsche, il 90% di voi penserà ad una 911. Dall’anno della sua nascita infatti, la Porsche 911 si è ritagliata uno spazio nei manuali della storia del design automobilistico. Le sue linee costruttive uniche, l’hanno insediata di diritto nell’Olimpo delle auto più belle del mondo, anche grazie al perfetto equilibrio tra la sobrietà estetica e l’estro.

Dall’anno della primissima 911 (era il lontano 1963) ha subito diversi miglioramenti ma mantenendo sempre il suo temperamento. Un’automobile sportiva dal carattere allegro, che si è evoluta nel corso degli anni in diverse versioni, passando dalla versione del seguente servizio: la Porsche 911 Carrera 2.7.

Questa rara Porsche Carrera 2.7 vanta lo stesso “Flat Six Engine”, (6 cilindri boxer) montato l’anno precedente sulle mitologiche Carrera 2.7 RS. Questo propulsore grazie all’inedita iniezione meccanica Bosch (mai importata in USA per normative restrittive) era in grado di sviluppare 210 CV ed una velocità massima di circa 240 Km/h. Sebbene i numeri non facciano gridare al miracolo, la Porsche 911 ha saputo stupire gli appassionati per il comportamento dinamico su strada e in pista. Il motore montato a sbalzo posteriormente, è la fonte del divertimento di questa macchina: la progressione nel salire di giri e gli scoppietti al rilascio dell’acceleratore disegnano sul volto di chi la guida tra le curve un sorriso spontaneo. La Porsche 911 Carrera 2.7 è una vettura molto impegnativa quando viene guidata vicina al limite, ma che nelle mani più esperte regala soddisfazioni ed emozioni uniche. anche Il timbro del 6 Cilindri Boxer è unico nel suo genere, tipico soltanto dei motori Porsche raffreddati ad Aria.

Il tratto più distintivo di questa Porsche è sicuramente lo spoiler preso in prestito dalla Carrera RS, soprannominato “Becco d’Anatra” (Duck-Tail) per il suo disegno: la funzione non è esclusivamente estetica, ma è stata una ingegnosa trovata degli ingegneri per aumentare il carico aerodinamico della vettura e migliorare i flussi d’aria dentro al motore. Il nome Carrera è un omaggio alla gara di endurance messicana detta “Carrera Panamericana” nella quale Porsche ottenne diversi successi, e identifica tutte le automobili di Stoccarda equipaggiate con un motore più potente della versione base. Anche se nel corso del tempo “Carrera” è diventato un sinonimo di 911.

Questo esemplare del 1974 presente nel nostro showroom fa parte della serie identificata con la lettera “G”. Si presenta in condizioni eccellenti, sia nell’estetica che nel motore. È una icona senza tempo che difficilmente passa inosservata, specialmente guardando l’appariscente colore “Azzurro Messico” (mexicoblau in tedesco) del nostro esemplare, i cerchi “Fuchs” neri e la scritta “Carrera” sui fianchi, un optional che oggi sembra essere ritornato di tendenza.



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