Kawasaki Z1 Super 4 Testa Nera

02 marzo 2021

Anni 70. Sono gli anni della libertà e della trasgressione, di lotte politiche ma soprattutto di grande creatività in tutti i campi: anni che videro la nascita di innovazioni rivoluzionarie sopratutto in campo motoristico.
Nei ’70 il tormentone più ricorrente era quello del “da casello a casello in…” con record da Milano e Portofino o Roma e Forte dei Marmi che oscillavano tra l’extraterreno e il miracoloso. In quell’epoca di consumismo e di cambiamenti nasce una delle moto più belle ed importanti nel panorama delle due ruote: la Kawasaki Z1.

Il travagliato progetto durato 5 anni taglia i nastri di partenza nel 1967, quando la divisione moto della Kawasaki Heavy Industries decide di orientare il proprio mercato in America. A seguito di una serie di indagini svolte oceano, progettisti delineano i primi dettami del nuovo progetto: un lavoro segretamente nascosto, per evitare eventuali “sleali concorrenze” da parte di altri brand, sotto il particolare nome di “Bistecca di New York”.

A capo del progetto viene designato Gyochi Inamura, comunemente conosciuto nel mondo delle due ruote come “Ben Mister Z1”, il quale inizia a tracciare i contorni del nuovo motore che inizialmente doveva essere 750cc, 4 cilindri in linea con distribuzione a doppio albero a camme in testa. L’obiettivo è quello di fare fuori la concorrenza, ma in maniera del tutto inaspettata è Honda a fare il primo passo: nel 1968 durante il Motor Show di Tokyo viene mostrata quella che sarà per Kawasaki il guanto della sfida: la Honda CB750. Una moto così moderna da far invecchiare immediatamente tutto il restante listino degli anni ’70.
Gyochi Inamura decide di cogliere la sfida e osare con l’obiettivo di fare di meglio.

Il lavoro dei progettisti Kawasaki è incessante, fino alla nascita di un motore con una cubatura maggiore, 903cc per essere precisi: si dimostra un fulmine su strada. Ben 95 Cv e una velocità di punta di 225 km/h, anche troppi per un prototipo che accusa alcune lacune di gioventù. Dopo una accurata revisione dei progetti, più di 21000 km percorsi segretamente durante i test in America in sole due settimane, e due record infranti nella categoria Stock Bike del campionato AMA, Gyochi “Ben” Inamura si dichiara soddisfatto della moto.

5 anni dall’inizio dei lavori, esattamente al Salone di Colonia del 1972, Kawasaki presenta al mondo la sua creazione: la Kawasaki Super Four Z1 900. Un successo così clamoroso che per la prima volta viene coniato il termine “Superbike”. Rispetto all’eterna rivale, la Honda CB750, la Z1 ha una cilindrata maggiore, più potenza, una linea più moderna, prestazioni e ciclistica di una moto straordinaria.

Il mito Kawasaki ha inizio proprio con la prima serie (la moto del seguente articolo, in vendita a Ruote da Sogno) definita Z1 900 Super Four e prodotta dal 1972 al 1973, riconoscibile da diversi particolari come: grafica bicolore sul serbatoio con due ampie gocce sui fianchi (nel nostro caso “candy green/yellow”), testata, cilindri e parte dei carter motore colorati in nero che le conferiscono l’appellativo “testa nera”.



Il motore di serie subisce un leggero depotenziamento rispetto ai prototipi in virtù della durata, alimentato da 4 carburatori Mikuni VM da 28mm, capace di 82 cv a 8500 giri. I 230 kg in ordine di marcia risultano fluidi e maneggevoli: merito di un ottimo equilibrio del telaio a doppia culla chiusa.
Un successo mondiale che si è ripetuto per 4 successive serie con alcune variazioni, 115.089 esemplari prodotti in totale, 7423 dei quali sono stati venduti in Italia.

La moto del seguente articolo è in vendita a Ruote da Sogno

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