C’è da restare incantati ad ascoltare Romano Pasini, uno dei maggiori esperti italiani di auto classiche, che racconta la storia delle auto che hanno lasciato un segno indelebile tra i collezionisti di questi gioielli.
Si, perché Romano Pasini oltre ad essere un “eminenza grigia” in materia, è anche toccato dal dono raro di saper scovare pezzi rari e di grande interesse commerciale, per questo nel giro dei collezionisti è considerato il Wayne Carini italiano, al quale peraltro somiglia moltissimo.
Responsabile commerciale della Best Auto per oltre 35 anni, un prestigioso autosalone a pochi chilometri da Maranello, Romano Pasini può vantare nel suo palmares qualche migliaio di pezzi venduti tra Ferrari, Maserati, Lamborghini, Bugatti, Aston Martin, Jaguar, Porsche, Bentley, Rolls Royce e ben 7 esemplari di Formula 1 storiche che hanno vinto numerosi Gran Premi.
Oggi Romano Pasini dirige il team commerciale auto di Ruote da Sogno con la stessa immutata competenza che lo ha reso popolare tra gli appassionati..

Romano, come nasce la tua passione per le auto?
Ricordo che appena neo patentato “costrinsi” mio padre a comprarmi una Innocenti 1100 Spider S, un vero must per un giovane di quell’epoca, ma poi seguirono anche Alfa Romeo e BMW di grossa cilindrata.
Qual è il segreto di questo tuo fiuto per le auto classiche?
Non ci sono segreti, piuttosto qualcosa che definirei “istinto all’istante”. In un certo senso non sono io a trovare un pezzo particolare, ma molto spesso avviene proprio il contrario: è l’auto che trova me e non viceversa.
E’ difficile da spiegare, ma è sempre il mio istinto a intuire in anticipo dove girerà la bussola del collezionista, perché in questo mestiere spesso occorre decidere in fretta e anche in controtendenza rispetto ai trend del mercato.
Per esempio in questo momento c’è un’auto che sta solleticando il mio interesse, una vera e propria scommessa, perché al contrario, il mercato in questo momento la sta penalizzando oltremisura.
Puoi darci qualche anticipazione in merito?
Il silenzio è d’obbligo in questi casi, ma sento che molto presto sarà in bella mostra nello showroom Ruote da Sogno.
Chissà quante cose da raccontare nella tua lunga carriera.
Moltissime. Ricordo che alla fine degli anni ’70 scovai una Mercedes 300 SL Roadster “ala di gabbiano”, rivenduta poi ad un prezzo esorbitante; fui infatti tra i primi a scommettere su questa auto che in seguito avrebbe raggiunto quotazioni milionarie nelle aste di tutto il mondo.
Oppure quando acquistai da Ken Tyrrel (che l’aveva progettata) una Tyrrel P34 a sei ruote, modello che partecipò a ben 34 Gran Premi di Formula 1, vincendone 1. E poi la Mc Laren acquistata da Nick Mason, il batterista dei Pink Floyd, che volle regalarmi le sue bacchette autografate in segno di stima.
Entrambe rivendute ad un noto collezionista di Como.
Quale futuro prevedi per Ruote da Sogno?
Un futuro in crescita, fatto di grandi potenzialità sia umane che tecniche. Oggi quando chiudo un contratto con un collezionista, ho sempre accanto uno specialista del mio team per condividerne le gratificazioni e rafforzarne le motivazioni. Il mio obiettivo prioritario resta sempre quello di trasmettere ai miei collaboratori il grande amore per questi oggetti meravigliosi. La sfida è appassionante e siamo solo all’inizio di un lungo percorso, ma sono sicuro che Ruote da Sogno sia destinata a raggiungere grandi traguardi in Italia e nel Mondo.



